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Diario di viaggio nel Queensland, Australia, dicembre 2017

Questo è il racconto del nostro viaggio di 24 giorni in Australia, la prima volta nel continente downunder, che ci ha portato alla scoperta dello Stato del Queensland, nel nord est del continente, nel dicembre del 2017.

PREMESSE.

Perchè abbiamo scelto il Queensland come meta del nostro primo viaggio in Australia? I motivi erano diversi, il primo sicuramente quello di vedere la Grande Barriera Corallina, il secondo era l’intenzione di fare anche un po' di vita di mare e goderci un clima tropicale. Quello che ci ha fatto decidere per questa meta è stata anche una eccezionale tariffa in Business Class da me trovata nella primavera del 2017 sul sito della compagnia aerea cinese Cathay Pacific, che ci ha fatto convincere a prenotare istantaneamente. All’epoca eravamo infatti ancora indecisi, come meta, fra Australia ed Argentina, ed un viaggio così lungo in Economy non ce la sentivamo proprio di affrontarlo.

Viaggio itinerante nel Queensland.

Ho già scritto molti post sul blog Una donna con la valigia a riguardo dell'itinerario, dei costi e dei consigli di viaggio, con approfondimenti sulle singole tappe dell'itinerario. Qua invece racconterò come si è svolto il nostro viaggio, quali sono state le nostre sensazioni riguardo a questa destinazione, cosa ci è piaciuto di più. Insomma il classico diario di viaggio.

Prima di iniziare sottolineo soltanto un paio di cose.

  • L’itinerario si è svolto interamente in auto, abbiamo noleggiato un 4x4 con il quale abbiamo percorso 2800 km in totale; il viaggio è iniziato a Cairns e si è concluso a Brisbane, quindi abbiamo acquistato il volo di andata per una città con ritorno dall’altra.
  • Tutto il viaggio è stato organizzato interamente da me, meticolosamente in tutte le sue tappe, hotel ed escursioni, dall’Italia; abbiamo sempre dormito in strutture con angolo cucina o in appartamenti.
  • Questo non è stato un viaggio da backpaper, noi siamo due neo-cinquantenni che non hanno mai preso uno zaino in spalla o dormito in un ostello, e nemmeno abbiamo intenzione di iniziare a farlo; ci piace la privacy e stare abbastanza comodi. Un viaggio in Australia è per chiunque, tutto dipende da come ti organizzi.
  • Ci siamo dati un filo conduttore per il nostro viaggio, ed è stato: vedere la fauna locale, cioè gli animali, nel loro habitat naturale. In base a questo filo conduttore abbiamo scelto l’avvicendarsi delle tappe del viaggio.
  • Cosa ci siamo portati in valigia? beh è presto detto, abbigliamento interamente estivo dato che in dicembre nel Queensland inizia l’estate, per 24 giorni ha fatto sempre un gran caldo e mai un goccio di pioggia. Poi l’attrezzatura per fare snorkeling, niente di diverso da un viaggio in un posto di mare tropicale, come avevamo fatto per tante altre volte.

Ecco l'itinerario che abbiamo seguito in 8 tappe e 24 giorni:

  • 1a tappa: Cairns ed il primo impatto con l’Australia
  • 2a tappa: nella foresta pluviale di Daintree
  • 3a tappa: Yungaburra ed i suoi avvistamenti
  • 4a tappa: Magnetic Island
  • 5a tappa: bianco Natale a Whitehaven
  • 6a tappa: Cape Hillsbourough
  • 7a tappa: Bundaberg into the wild
  • 8a tappa: gran finale a Brisbane

diario di viaggio diario di viaggio

1a tappa: Cairns ed il primo impatto con l’Australia


8 dicembre, partenza dall’Italia.

Siamo partiti da Milano Malpensa con un volo (molto comodo in Business class) Cathay Pacific alla volta di Hong Kong, dove abbiamo fatto stopover per alcune ore. Come d’abitudine, quando è possibile scegliere, noi preferiamo gli scali lunghi in un tragitto intercontinentale di questo tipo, che prevede più voli, in modo da poterci riposare in hotel in transito. Insomma, spezziamo il viaggio, prima che il viaggio spezzi noi! non importa se arriviamo mezza giornata più tardi, l’importante è arrivare vivi. A Hong Kong andiamo a dormire nell’hotel Regal Airport, interno al Terminal, molto comodo per chi è in transito.


Anche il secondo volo - Hong Kong-Cairns è notturno, - e così finalmente dopo 36 ore di viaggio e 9 di fuso orario, all’alba del 10 dicembre atterriamo nella capitale del nord del Queensland completamente sfasati, pronti per andare a dormire per l’ennesima volta.

Soggiorneremo a Cairns per i primi 5 giorni, per ambientarci e sperare di riassorbire il fuso orario in fretta, ma anche per fare una delle più importanti escursioni che abbiamo in programma: quella sulla Grande Barriera Corallina. Cairns è infatti il punto principale del Queensland di partenza per esplorare la Grande Barriera Corallina.

In città dormiamo in un appartamento del resort Mantra Esplanade, sul lungomare. E’ questa la zona più turistica della città ma a parte il cantiere di fianco al nostro albergo (sigh) non l’abbiamo trovata una zona particolarmente incasinata, Cairns è una città di piccole dimensioni abbastanza tranquilla.


Dopo alcune ore di sonno, l’eccitazione prende nuovamente il sopravvento, e che diamine! siamo in Australia, non possiamo passare il nostro tempo a dormire! e così al pomeriggio ci scaraventiamo fuori dal letto per andare a fare un primo giro nei dintorni, fare un po’ di spesa per riempire il frigo per i giorni seguenti, e insomma.. iniziare a respirare un po’ d’aria down under!

Passeggiamo nella zona della lagoon, la bella piscina pubblica con tanto di prati verdi e spiaggia di sabbia, molto frequentata visto che fa molto caldo e che Cairns di spiagge non ne ha (anche se ne avesse, non sarebbero comunque balneabili in questa zona per via del pericolo coccodrilli marini e in questa stagione dell’anno anche delle meduse). Andiamo a vedere dove si trova il Terminal delle crociere, e poi ci fermiamo a cenare nei Night Markets, dove si trovano negozietti di ogni tipo, per la maggior parte cose di poco valore, ma a noi quello che interessava era il cibo. Abbiamo cenato in un take away cinese a poco prezzo ed era pure buono! che fame che avevo, che scombussolamento!

11 DICEMBRE 2017.

Ebbene sì, è un grande giorno, non solo perchè è il secondo in Australia, ma anche perchè è il mio 50esimo compleanno!! e cosa credete, che l’avrei festeggiato a casa con la nebbia? hahah no sono venuta fino in Australia.

Passiamo la giornata in relax nella lagoon, osservando le abitudini australiane, inizia subito a saltarci all’occhio un particolare: quante regole ci sono da rispettare ovunque, e come tutti tranquilli le rispettino senza problemi, qua sono tutti veramente molto rilassati.

Sul lungomare di Cairns ci sono aree attrezzate per il barbecue con tanto di tavoli e griglie, tutto completamente gratis ed accesibile a chiunque, così come l'ingresso in piscina. Non male!

Sulla tranquilla passeggiata del lungomare, però, compaiono anche sinistri cartelli di divieto di balneazione a riguardo del pericolo coccodrilli, sarà già capitato che arrivassero anche fin qua?? ma speriamo ben di no.

12 DICEMBRE: ESCURSIONE A KURANDA

Da subito non si resta di certo con le mani in mano e si procede con la prima escursione di una intera giornata, con la funivia dello Skyrail raggiungiamo Kuranda, il villaggio nella foresta nell’entroterra di Cairns, sulle rive del fiume Barron.


Un tempo villaggio aborigeno, poi cittadina mineraria, poi insediamento hippie, oggi Kuranda è dedita al turismo; ci si va per vedere la foresta tropicale dall’alto dalla funivia, per fare esperienza dell’antico treno a vapore che ti riporta in città quasi a passo d’uomo, e dei colorati markets in cui acquistare prodotti locali. Un’escursione molto piacevole che ti racconta anche un po’ della storia di questa regione. Ve la consiglio.


13 DICEMBRE: ESCURSIONE SULLA GRANDE BARRIERA CORALLINA

Il giorno seguente è dedicato all’escursione numero due da Cairns, quella in catamarano sulla Grande Barriera corallina, la quale non vi dico quanto mi ha fatto penare in fase di preparazione. L’offerta locale in merito è infatti talmente vasta che non ci si capisce niente e io non avevo idea di quale crociera prenotare. Alla fine abbiamo optato per quella in catamarano verso Michaelmas Cay, perchè mi piaceva l’idea di andare su un atollo sull’inner reef ed entrare in acqua da lì per fare snorkeling.

(Col senno di poi, una volta tornata a casa, ho anche scritto un articolo per aiutare in questa scelta perchè i fattori da prendere in considerazione sono molteplici.)

La giornata parte di buon’ora, alle 7,45 abbiamo il checkin al terminal crociere: durante la giornata a bordo del catamarano Ocean Spirit Cruise è tutto compreso, salvo le bevande al bar (acqua al dispenser gratis). Osservo che i nostri compagni di viaggio sono quasi tutti una comitiva di cinesi che passano le due ore della traversata a sonnecchiare sui divanetti, chissà si vede che anche loro avevano un bel po’ di fuso orario da smaltire.. mah!!

Io prima seguo le dimostrazioni di sicurezza, poi per un po’ la presentazione del biologo marino, molto interessante, ma che si svolgeva nel salone interno con aria condizionata a manetta, perciò dopo un po’ ho preferito stare fuori e godermi la traversata. Poi è la volta di the e caffè, insomma tra una cosa e l’altra il tempo passa in fretta e l’entusiasmo sale quando s'inizia ad avvistare l’atollo all’orizzonte.

Da questo momento in poi, tutti coloro che hanno intenzione di scendere con il tender per fare snorkeling devono procedere alla vestizione: stinger suit (la tutina in lycra che ti copre interamente per scongiurare il pericolo meduse assassine), pinne maschera boccaglio e pure giubbotto di salvataggio (non obbligatorio).

Siamo entrati in acqua che sembravamo Fantozzi hahahha ma questa era la procedura.


Una volta arrivati sulla spiaggia, io e Filippo entriamo in mare ed allontanandoci un po’ dalla riva iniziamo subito a vedere coralli e stelle marine in quantità, pesci un po’ meno, però purtroppo la visibilità dell’acqua non era buona quel giorno. Non so quanto siamo rimasti a fare snorkeling, sta di fatto che dopo un po’ ritorniamo a riva perchè affaticati, ed iniziamo a toglierci tutto l’armamentario per riposare un po’ sulla spiaggia stupenda dell’atollo. Qui a Michaelmas Cay non c’è ombra e non c’è nient’altro a parte una colonia di uccelli marini che vengono a nidificare, difatti tutta l’area è recintata e permeata dalle loro strida, non bisogna assolutamente disturbarli. Uno scenario naturale intatto, veramente meraviglioso.


Saremmo potuti restare fino alle 14,30, ultimo viaggio del tender, oppure tornare giù in acqua più volte ma decidiamo che può bastare così e ritorniamo a bordo del catamarano lasciando la spiaggia; ci aspetta un ottimo pranzo a buffet e nel pomeriggio un giro sul sottomarino, accompagnati dal biologo che ci illustra le varietà e le caratteristiche dell’ambiente e delle specie che si possono incontrare sulla barriera corallina. Le chiedo delle temibili meduse Irukandji e Cubomedusa, che possono essere letali in caso di contatto con l’uomo, e mi risponde che in 8 anni di lavoro non ne ha mai incontrate, evidentemente ce ne sono ma non sono poi così numerose.

Verso le 17 il catamarano atracca nuovamente al terminal crociere di Cairns e lentamente ritorniamo verso l’hotel, che dista appena 15 minuti, siamo molto stanchi ma anche molto contenti. Sono esperienze che non so se avrò modo di ripetere!

questa escursione è bella secondo me perchè non è soltanto per fare un po’ di snorkeling, ma un insieme di esperienze: una traversata in catamarano, un atollo immacolato, un po’ di snorkeling e un po’ di biologia marina

L’ultimo giorno a Cairns, il 14 dicembre, è giustamente dedicato di nuovo al relax, dopo due giorni così intensi!

Continua a leggere la prossima tappa: Daintree e Yungaburra >>

2a tappa: nella foresta pluviale di Daintree


15 - 17 DICEMBRE 2017: DAINTREE e CAPE TRIBULATION

In mattinata, mentre io preparo i bagagli, Filippo passa dall’agenzia Avis per ritirare il 4x4 che ci porterà in giro per i prossimi 18 giorni. Come la maggior parte dei servizi qui sulla Esplanade di Cairns, il lungomare, anche l’agenzia di autonoleggio è raggiungibile in pochi minuti a piedi. Caricati i bagagli si parte in direzione nord verso Daintree e verso una delle foreste tropicali più antiche del pianeta.


Durante il tragitto facciamo diversi stop sulle spiagge che incontriamo, con la speranza di riuscire a fare un bel bagno in mare da qualche parte; sappiamo che esiste il problema delle solite meduse, perciò ci fermiamo dove avevamo letto che erano state approntate le reti di protezione ed il servizio di salvataggio, cioè a Palm Cove e a Port Douglas. Restiamo però dubbiosi e decidiamo di non entrare in acqua. Proseguiamo per Daintree dove abbiamo prenotato al Daintree Riverview Lodge, un lodge sul Daintree river per 2 notti.

La curiosa reception - arredata con vari oggetti vintage - non apre prima delle 14, perciò decidiamo di pranzare sul posto, dove per fortuna c’è un ottimo locale che prepara il barramundi, un pesce persico che ci viene servito alla griglia con frutta fresca e verdure. La località di Daintree è minuscola, e si trova proprio sul fiume omonimo. Al centro del “paese”, oltre ad una manciata di abitazioni in stile ranch, ci sonosolo il nostro lodge, il ristorante, una caffetteria, una galleria d’arte e un micro-minimarket.

Finalmente dopo pranzo prendiamo possesso della stanza, una camera con bagno privato che affaccia su una grande ed ariosa terrazza dove si trova una cucina all’aperto in comune. Devo dire che questo lodge era molto semplice ma anche molto bello, e forse complice il fatto che su 8 stanze noi eravamo gli unici ospiti, ci siamo goduti veramente tantissimo la privacy e la calma di questa location, cucinando all’aperto e osservando il fiume.


Il giorno seguente un po’ più riposati ci dirigiamo verso Cape Tribulation, il tragitto da Daintree è breve, poco più di un’ora e un quarto, mettendo in conto anche il passaggio (a pagamento) del fiume sulla chiatta. La strada che si addentra nella foresta pluviale è molto bella e termina a Cape Tribulation, il punto più a nord del Queensland percorribile su strade normali. Da qui in poi si va soltanto su strade sterrate.

Ci siamo fermati poi anche a Thornton beach, dove c’è un bar, a prendere un caffè visto che eravamo partiti molto presto; qui siamo venuti a conoscenza di un fatto tragico avvenuto nel 2016, quando una donna perse la vita in mare azzannata da un coccodrillo. Il tragico incidente, avvenuto su questa spiaggia dalle acque molto scure ed inquietanti, è ricordato da una targa affissa su una panchina. Rimaniamo abbastanza agghiacciati dall'idea che possa capitare una cosa del genere per un semplice bagno in mare.


Proseguiamo verso il Dubuji boardwalk dove è possibile fare una breve passeggiata su passerelle sopraelevate attraverso la foresta tropicale per poi sbucare sulla spiaggia. Ci fermiamo ancora una volta al bar del PK’s village, un ostello con piscina, per rinfrescarci con qualcosa da bere perchè fa veramente un caldo terribile. Al minimarket poi ci riforniamo con un po’ di cibarie vista la scarsità di vettovaglie reperibili a Daintree, ed il cassiere ci racconta dei coccodrilli, della loro pericolosità e di come da quando ne è stata vietata la caccia, nei parchi nazionali questi animali siano molto aumentati di numero. Sapeva tutto sui coccodrilli, però non era sicuro di dove fosse l’Italia!

Ritorniamo verso Daintree e pranziamo ancora una volta dalla signora che cucina il barramundi, e che prepara una varietà di ottimi piatti di pesce, il ristorante si chiama Big Barramundi Garden.

Nel pomeriggio decidiamo che vogliamo vedere un coccodrillo anche noi (...) ma a debita distanza.. e così in auto iniziamo ad esplorare i dintorni del lodge sulle rive del fiume, ma non riusciamo a vedere nulla per un bel tratto, fin quando ecco che a bordo strada scorgiamo chiaramente un bel paio di fauci aperte.. omiodddiooo!! ce la diamo a gambe, era solo un piccolo coccodrillino ma chissà che la madre non fosse nei paraggi. Ci chiediamo come sia possibile qui la convivenza, quasi come se nulla fosse, con animali di questo calibro, visto che tutt’intorno al fiume l’area è adibita a pascoli con le mucche?! mah è incredibile.

3a tappa: avvistamenti a Yungaburra


17-19 Dicembre : Yungaburra e l’ornitorinco

I nostri due giorni a Daintree sono già terminati e come arrivederci ci regalano la vista di un coccodrillo che nuota nel fiume all’alba.. lo vediamo passare dalla terrazza del nostro lodge.

Ripartiamo in auto direzione sud verso Yungaburra, sulle Atherton Tablelands. Questi altipiani nell’entroterra di Cairns sono coltivati a caffè e frutta, facciamo tappa nella graziosa cittadina di Mareeba in una coffe house per qualche degustazione. Decisamente il caffè australiano è buonissimo!


Arriviamo a Yungaburra per l’ora di pranzo e ci dirigiamo verso il nostro bed and breakfast Allumbah Pocket Cottage, che ci ospiterà per 2 notti. Oggi è giorno di mercato in questa località, un frequentatissimo mercato di prodotti locali che si tiene una volta al mese, e noi siamo capitati proprio nel giorno dell’ultimo mercato dell’anno, il terzo sabato di dicembre. Dato che la nostra stanza non è ancora pronta facciamo un giro per le bancarelle comprando qualche prodotto locale. Uno strano frutto di colore rosso e dalla forma mai vista prima, attira la nostra attenzione, è il Dragon Fruit, lo acquistiamo e lo assaggeremo più tardi. Molti stanno per chiudere perchè la mattinata di mercato è terminata, e qualcuno ci regala pure dei prodotti! incredibile.. continuiamo a stupirci per un sacco di cose da quando siamo arrivati in terra australiana. Ci sediamo nel prato e pranziamo con quello che abbiamo acquistato, dei panini e della deliziosa frutta.

Nonostante ci troviamo in Australia ormai da più di una settimana ancora non sono riuscita a smaltire il fuso orario e a dormire bene, quindi la stanchezza incombe, peggiorata dal gran caldo. Il pomeriggio ci riposiamo un po’ nel nostro bellissimo cottage e verso sera ci accingiamo a fare una passeggiata verso il Peterson Creek, il vero motivo della nostra sosta in questa cittadina. In questo piccolo torrente, infatti, da qualche anno sono tornati a vivere gli ornitorinchi e noi speriamo di vederne qualcuno.

L’orario serale è ottimale per l’avvistamento perchè questi animali acquatici escono dalle tane in cerca di cibo, e così scendiamo lungo il torrente in silenzio, armati di macchina fotografica, e ci mettiamo a guardare in giro con molta cautela. Ci sono anche delle panchine che aiutano in questo, avvistare gli animali in natura richiede sempre tempo e pazienza, ma devo dire che siamo stati fortunati ed ampiamente ripagati.

ornitorinco

Infatti dopo un po’ vedo che si muove qualcosa in mezzo alle canne nell’acqua, dove prima era tutto tranquillo. Ed eccolo lì, con il suo musetto strano e le zampe palmate a cercare in mezzo all’acqua, il nostro magnifico esemplare di ornitorinco! Mai avrei pensato di riuscire a vederlo sul serio! restiamo una mezz’ora abbondante ad osservarlo mentre fa le capriole nell’acqua davanti a noi come se nulla fosse, lui, uno degli animali più rari al mondo, che vive solo in Australia.

Il giorno seguente ci rechiamo al vicino lago Eacham nella speranza di poter fare il bagno almeno li. Yungaburra, infatti, si trova nella regione del Craters Lake National Park, in cui ci sono diversi laghi di origine vulcanica, alcuni dei quali balneabili. Noi però cauti come siamo, prima vogliamo vedere la situazione coi nostri occhi. Arrivati sulle sponde del lago troviamo un posto incantevole, con anche una comoda piattaforma per facilitare l’entrata in acqua; è pieno di bagnanti ed allora mi butto anche io, l’acqua è piacevolmente fresca. Facciamo un picnic in loco e la giornata passa così in relax.

lake eacham queensland

(Quando siamo venuti via però ho letto un cartello che avvertiva della presenza di un coccodrillo nel lago… le indicazioni erano che vivesse sulla sponda opposta rispetto a quella balneabile e di non “disturbarlo”.. ma come?!!? ma sono pazzi questi australiani?!?! I coccodrilli continuano a perseguitare i nostri incubi!)

Prima di rientrare al bed and breakfast ci fermiamo anche a vedere il Curtain Fig Tree, uno degli alberi più grandi del Queensland, con radici che si estondono per oltre 15 metri a formare una specie di “cortina”, dato che l’albero si appoggia ad un’altra pianta; si tratta di un esempio molto particolare di piante epifite, che cioè vivono una sopra all’altra. In mezzo a questi rami dovrebbe vivere anche uno degli altri curiosi animali da avvistare che si trova sulla nostra lista, il canguro arboricolo. Si tratta di un tipo di canguro molto raro che vive su alberi come questo. Purtroppo però oggi non riusciamo a scorgerlo.


Continua il viaggio, leggi le tappe successive: Magnetic Island e Whitehaven >>

4a tappa: Magnetic Island


19 dicembre: sulla strada per Magnetic Island

Questa giornata prevede un trasferimento più lungo dei precedenti in direzione sud, lasciamo definitivamente l’area della città di Cairns per entrare in quella di Townsville, a 4 ore e mezza circa di distanza in auto.

Lungo il percorso per raggiungere l’imbarco per Magnetic Island, facciamo due tappe, la prima al circuito delle cascate di Millaa Millaa, Ellinjaa e Zillie falls, una più bella dell’altra e le prime due anche facilmente raggiungibili e .. udite udite.. balneabili! siccome ormai mi sono fissata che se non riesco a fare il bagno in mare, allora che almeno siano laghi, piscine o qualcos’altro, io sono prontissima in costume da bagno, ciabatte e telo.

Il “battesimo della cascata” me lo da Ellinjaa Fall, acqua gelata ma stupenda

Dopo questo pitstop rinfrescante e ritemprante, si riprende la strada in direzione di Mission beach, la seconda tappa, una località di villeggiatura con una grande spiaggia di sabbia, dove facciamo sosta per il pranzo.

Ed è proprio lungo la strada per Mission Beach che incontriamo di sfuggita uno degli altri incredibili e rari animali che vivono qui nel Queensland. Si tratta del casuario, un grosso uccello dai piumaggi blu, somigliante un po’ ad uno struzzo, che vive in modo particolare in questa regione (chiamata appunto Cassowary Coast), nei boschi ma anche molto vicino ai centri abitati. Lo vediamo passare mentre corre velocissimo in una radura a fianco della strada! peccato non essere riusciti a osservarlo più da vicino, ma ripeto, ci riteniamo fortunati ad averlo potuto vedere in libertà, e non semplicemente dentro a qualche zoo.

Ormai è quasi sera e la città di Townsville è all’orizzonte, è stata una giornata lunghissima ma densa di emozioni, e non è ancora finita: dobbiamo lasciare l’auto al parcheggio del Fantasea Ferry ed imbarcarci alla volta di Magnetic Island. La corsa è l’ultima della giornata, quella delle 18, che impiega circa un’ora. Lasciamo l’auto nel parking invece di imbarcarla con noi perchè il noleggiatore non ci ha dato il permesso di condurla sull’isola,la regola è questa.

Verso le 19, mentre il sole sta tramontando, approdiamo a Magnetic Island, che ci ospiterà per 3 notti, e ci dirigiamo a piedi, valigie in spalla, verso il nostro alloggio, l’Island Leisure Resort, che per fortuna dista solo 20 minuti dal molo, ultima faticaccia della giornata. Ci aspettano i graziosi bungalow e la piscina dell’hotel, e dopo una frugale cena tutti a nanna!


I due giorni passati sull’isola si riveleranno essere veramente troppo pochi, ce ne sarebbero voluti almeno 3! Per non perdere il poco e prezioso tempo a disposizione, quindi, decidiamo di affittare un altro veicolo presso un noleggiatore vicino all’hotel (era possibile anche noleggiare delle macchinette elettriche oppure le bici, Magnetic Island è molto piccola). L'alternativa era girare col bus, ma ne passava uno soltanto ogni ora.

Siamo venuti qui sull'isola, seguendo il nostro filo conduttore del viaggio, per incontrare altri due animali tipici australiani, il koala ed il wallaby, ma il posto ci riserverà altre sorprese. Prima di tutto il mare è bellissimo, caldo e in due spiagge ci sono le reti antimedusa; a questo punto dopo tanti tentennamenti, e visto che lo facevano tutti, mi sono buttata in mare anch’io, finalmente! Le nostre due spiagge preferite sono state Picnic Bay e Horseshoe Bay, mentre invece il nostro alloggio si trovava sulla spiaggia di Nelly Bay (che io non ho manco visto, giuro hahah).


Ma tra un meritato bagno ed un altro ancora, in un mare cristallino, dove è possibile avvistare gli animali sull’isola? Chiediamo informazioni in un locale sulla spiaggia ad una simpatica ragazza italiana che vive sul posto, la quale ci indica un boschetto appartato dove trovare i koala. Se non riusciremo a vederli lì, l’unica alternativa è salire sulla collina di The Forths, una bella scarpinata. Con l’auto raggiungiamo quindi questo boschetto a ridosso della spiaggia, dove non c’è nessuno oltre a noi, e incredibile ma vero! eccoli lì, una famigliola di koala appoggiati nelle biforcazioni degli eucalipti, intenti alle loro attività principali: masticare foglie e dormire!


Ed i wallaby? questi invece li si può osservare al calar del sole uscire sulla spiaggia fra le rocce di Geoffrey’s Bay, e noi cosa facciamo? la prima sera ovviamente sbagliamo spiaggia, ci fermiamo a lungo in quella di fianco, Alma bay, bellissima e con enormi massi scuri tipo quelli delle Seychelles, ma nessuna traccia di wallaby.

Il giorno dopo, consci dell'errore, ci appostiamo nel luogo giusto.. assieme a noi ci sono alcune altre persone, ed eccoli che escono, i piccoli wallaby: c'è anche una femmina con un cucciolino che mangia dalle mani di una ragazza.. bellissimo! ovviamente, appena mi avvicino io invece la bestiola scappa a zampe levate, e ti pareva hahaha.

Due giorni a Magnetic Island sono volati e ci abbiamo lasciato un po’ il cuore, in questo posto, mi sarei fermata volentieri di più, per tornare a trovare le bestiole ed esplorare altre belle spiagge ancora.


5a tappa: Bianco Natale a Whitehaven

22-25 dicembre: Airlie Beach e le Whitsundays

Ci sembrava di essere appena arrivati, ed invece è già ora di abbandonarla, questa splendida isola, per raggiungere la tappa successiva che è quella di Airlie Beach. Ci vogliono circa 3 ore in auto per il trasferimento da Townsville, una volta sbarcati dal traghetto e ripreso il nostro 4x4.

Airlie Beach è una località molto turistica sulla costa, senza attrattive particolari, se non fosse che costituisce il naturale punto di partenza per visitare l’arcipelago delle Whitsundays. In questa località abbiamo soggiornato per 3 notti al Pepper’s Resort, un hotel in stile resort con colazione e piscina, e l’unica escursione che avevamo in programma era quella - prevista per il giorno successivo - alla spiaggia di Whitehaven in barca. Whitehaven è un paradiso naturale protetto, e ci si arriva soltanto in escursione, in barca o in elicottero.

Per il fatto che però eravamo in giro già da due settimane, sempre saltellando da un posto all’altro, e con tanti chilometri già macinati sulle spalle, siamo arrivati qua veramente stremati.

Avevamo bisogno di uno stop, ma era impensabile rinunciare a vedere una delle spiagge più belle del mondo, in fin dei conti eravamo qui proprio per questo. Così abbiamo annullato l’escursione in barca del giorno seguente, 23 dicembre, che ci avrebbe costretto tra le altre cose ad alzarci alle 5 di mattina, per riposarci ma contemporaneamente anche pensare al da farsi.


La mattina seguente, dopo una bella dormita e un rinfrescante tuffo nella lagoon - molto simile a quella di Cairns - eravamo già ritemprati e con la voglia di organizzare qualcosa; così ci siamo recati al porto turistico, la Marina di Abell Point, per vedere se si riusciva a trovare qualche escursione last minute, magari mezza giornata.

Quand'è che all’improvviso ecco che vediamo levarsi in volo un elicottero, e poi un altro.. dove andranno? incredibile, vanno proprio alle Whitsundays! ci segnamo il numero telefonico dal cartello pubblicitario e proviamo a chiamare, ci rispondono che ci sarebbe un’escursione in elicottero disponibile per l'indomani mattina, Vigilia di Natale. Il costo era di circa 450 euro per due persone, per una durata del tour di circa due ore. Accettiamo e ci diciamo: viva l’improvvisazione! (e crepi l'avarizia!! hahha)

(Certo, siamo scocciati di aver perso i soldi dell’escursione in barca e di dover spendere anche questi, ma con tutto l'itinerario e le escursioni già organizzate nei minimi particolari dall’Italia, ad un certo punto era da mettere in conto che qualcosa non sarebbe andato come programmato o di non riuscire a fare tutto.)

La mattina seguente ci presentiamo perciò puntuali al briefing con il nostro pilota tutti emozionati, perchè nessuno di noi due era mai salito su un elicottero prima di quel giorno e non sapevamo bene cosa aspettarci.


Quando l’elicottero si è levato in volo ed abbiamo iniziato a vedere questo panorama spettacolare dell'arcipelago delle Whitsundays dall’alto, abbiamo capito che avevamo fatto la scelta giusta, quella di fare un'esperienza veramente fuori dall'ordinario. Io ero seduta davanti di fianco a Barbara - il nostro pilota - e scattavo foto a manetta e Filippo dietro con la videocamera.

Dopo circa 10 minuti di volo iniziano ad intravedersi all’orizzonte le lingue di sabbia originate dall’effetto delle maree sulla spiaggia di Whitehaven, con tutte le sfumature dal bianco all'azzurro: da rimanere a bocca aperta!

whitehaven australia
Atterriamo direttamente su questa sabbia bianchissima, costituita da silicio al 98%, e rimaniamo qui per circa un’ora e mezza, in totale solitudine: c'eravamo soltanto noi due per centinaia di metri. E del mare ne vogliamo parlare? Anche a Whitehaven sussiste il solito problema delle meduse, ma con un mare così bello nessuno mi poteva fermare! mi sono infilata la stinger suit - fornita dal pilota dell’elicottero - e mi sono buttata in acqua.

Nell’escursione era compresa anche una bottiglia di champagne ed acqua fresca da bere, più un ombrellone con due stuoine per un po’ d’ombra, visto che di ombra naturale su Whitehaven non ce n’è, solo bassi arbusti bruciati dal sole.

E così sulla spiaggia di Whitehaven, Australia, a mezzogiorno della vigilia di Natale 2017, col sole a picco, si potevano osservare due figuri che si tracannavo una bottiglia di champagne a stomaco vuoto, in preda all’entusiasmo di trovarsi in un posto veramente speciale.

Rientrati alla base, passiamo il pomeriggio rilassandoci un po’, perchè tutte queste emozioni stancano!! :-) e poi domani è già di nuovo tempo di levare le tende un’altra volta. Ma chi l’ha messo insieme questo tour de force mannaggia?!! ahh già sono stata io hahahh :-)


Prosegui il viaggio, leggi le due tappe finali: Bundaberg e Brisbane >>

6a tappa: Cape Hillsbourough


25-26 DICEMBRE: CAPE HILLSBOUROUGH

Questa breve tappa è stata prevista per vedere i canguri sulla spiaggia di Cape Hillsbourough, spettacolo che mi avevano assicurato valesse la pena. Il luogo si trova a circa 1 ora e mezza di auto a sud di Airlie Beach, quindi avremmo potuto anche venire qua semplicemente in escursione in giornata, e rimanere a dormire ad Airlie Beach. Siccome però dovevamo procedere ancora verso sud, allora abbiamo deciso di spostarci. Ho prenotato una notte a Seaforth, località più vicina in cui abbiamo trovato da dormire in un motel.

Siamo arrivati qui il giorno di Natale all'ora di pranzo, ed ovviamente era tutto chiuso, non c’era nulla nei dintorni, nè una tavola calda, nè un market, niente.

E così, dopo aver fatti i fighi con lo champagne sulla spiaggia il giorno prima, per Natale ci siamo ritrovati con niente da mangiare. :-)

Per fortuna i nostri vicini di stanza al motel, che invece stavano facendo una bella grigliata, ci hanno offerto del cibo, provvidenziali e molto gentili!

Nel tardo pomeriggio in auto ci rechiamo quindi verso la spiaggia di Cape Hillsbourough, inserita nell'omonimo parco protetto, con la speranza di essere fortunati e vedere i canguri. Siamo arrivati al tramonto, ed abbiamo trovato lo spettacolo di una grande spiaggia di origine vulcanica con enormi massi di roccia che sembravano usciti direttamente dalla preistoria. Posto stupendo, siamo rimasti circa un'oretta e mezza, ma purtroppo di canguri nemmeno l’ombra.. pazienza!


7a tappa: Bundaberg into the wild


26-30 dicembre: verso Bundaberg

Il viaggio continua! Di positivo c'è che ormai ci siamo abituati al fuso orario ed al caldo, e così oggi affrontiamo la tappa di trasferimento più lunga di tutto l’itinerario, quella che in 8 ore circa ci ha portato ad Avondale, un’amena località a pochi chilometri dalla cittadina di Bundaberg, dove avremmo passato le successive 4 notti.

La strada, sempre tutta uguale, sembrava non finire mai, campi coltivati a canna da zucchero e zero - ripeto zero - canguri. Ancora non ne avevamo visto nemmeno uno dall’inizio del nostro viaggio, mi pareva impossibile. Ci fermiamo a Rockhampton, la città attraversata dal tropico del Capricorno, si trova a circa metà del nostro percorso, per pranzare in un locale con il bingo; anche qua è stato interessante osservare le famiglie australiane riunite in un giorno di festa.

Finalmente prima del calar del sole arriviamo ad Avondale, in questa fattoria in cui abbiamo alloggiato in una dependance. Perchè siamo venuti fino a qua, forse vi chiederete voi? quali sono le attrazioni? mah, non lo so sinceramente. Il fatto è che ho trovato un Airbnb fantastico ed abbiamo deciso di fermarci proprio perchè avevamo trovato questo alloggio. Si trattava della dependance di una fattoria locale, in mezzo al niente. Il posto ci sembrava idilliaco.


E così è stato. Solo mucche, pascoli, e finalmente.. i canguri! abbiamo passato 4 giorni nel riposo più assoluto, senza un programma preciso, girovagando qua e là, e la sera osservando i canguri che saltellavano intorno alla nostra casetta (o forse sarebbe meglio chiamarla baracca di lamiera??).

canguri australia

Sì il posto era estremamente basic, ma noi ne eravamo consapevoli e ci è piaciuto da morire proprio per questo. 4 giorni senza tv, senza wifi, senza niente, solo un comodo letto e un frigo pieno di ogni ben di dio che la padrona di casa ci ha fatto trovare. Non abbiamo fatto la spesa per tutto il tempo che siamo rimasti lì. Solo un paio di volte abbiamo mangiato fuori a pranzo, avendo trovato un altro locale sul fiume che preparava il barramundi fresco, buonissimo!

Questi 4 giorni per me sono stata la cosa più bella dell’intero viaggio, cosa che la dice lunga su quanto io detesti i piani e gli itinerari preconfezionati, anche se preparati da me stessa.

Per questo viaggio, infatii, avevamo calcolato che essendo in altissima stagione sarebbe stato meglio preparare tutto in anticipo, e per alcuni aspetti certamente è andata bene così, non abbiamo sprecato tempo prezioso a cercare di organizzarci in loco, ma non abbiamo nemmeno quasi mai avuto spazio per l'improvvisazione.


Cosa abbiamo visto a Bundaberg? Siamo andati alle due spiagge di Bargara, dove ho fatto il bagno e dove il problema delle meduse non esiste più, e di Mon Repos, dove vengono a nidificare le tartarughe. Abbiamo visitato la distilleria di Bundaberg, ed abbiamo visitato la città. Insomma durante questo viaggio abbiamo visto tante cose strepitose ed interessanti, ma per la prima volta mi sono sentita veramente bene solo quando sono arrivata qui, in mezzo alle vacche e ai canguri, e senza niente di programmato da fare per forza.

Anche i giorni passati ad Avondale passano in fretta, e proprio adesso che iniziavamo ad "abituarci" al clima, al fuso al caldo, a tutto... beh, è sempre così: si avvicina la fine del nostro viaggio. Ma si avvicina anche la festività del capodanno, che trascorreremo nella capitale dello Stato del Queensland, Brisbane!

La mattina del 30 dicembre quindi si riparte per l'ultima tappa del viaggio, la moderna città di Brisbane.


8a ed ultima tappa: gran finale a Brisbane


30 dicembre - 2 gennaio: capodanno a Brisbane

Ho un ricordo molto bello della giornata di trasferimento verso Brisbane, in cui abbiamo fatto tappa a Noosa, una vivace ed elegante località di villeggiatura, per pranzare. Dappertutto era pieno di gente e molto animato, si percepiva l’aria di festa ed una gran rilassatezza. Abbiamo pranzato in un ristorante sul mare sempre in mezzo a famiglie e gruppi di amici australiani, mi è piaciuto tantissimo. Decisamente un bel contrasto, inoltre, con le bucoliche giornate passate in campagna a Bundaberg!


Dopo un viaggio in auto durato circa 5 ore, nel tardo pomeriggio arriviamo a Brisbane, dopo abbiamo prenotato le ultime 3 notti in Australia in una struttura a SouthBank, il quartiere centrale della città, degli affari e del divertimento, l'Opera Apartments South Brisbane. Il quartiere è proprio sul lungofiume, ed anche qua - e che ve lo dico a fare! - c’è una bellissima piscina pubblica, di cui noi ovviamente abbiamo ampiamente usufruito.

Brisbane è una città che ci è piaciuta molto, moderna ma non troppo estesa. A parte girare un po' a piedi, fare il bagno in piscina, e un po’ di shopping non abbiamo fatto molto di più di particolare, ci siamo goduti l'atmosfera del luogo.


Il nostro hotel aveva una panoramica terrazza con piscina sul tetto dalla quale abbiamo ammirato i fuochi d’artificio della notte dell’ultimo dell’anno. Anche qui la stessa atmosfera di festa e di rilassatezza che avrei voluto non finisse mai, e che ci siamo portati dietro come ricordo indelebile per i mesi a venire.


Il viaggio è agli sgoccioli, la mattina del 2 gennaio abbiamo il volo di ritorno per Hong Kong, dove ci aspetta un lungo stopover di 32 ore, imposto dalla compagnia aerea che ci aveva anticipato il volo di rientro di un giorno, rispetto al nostro programma iniziale (modifica che ci è stata comunicata comunque con largo preavviso, non all'ultimo momento).

E così abbiamo visitato anche Hong Kong, sempre un po’ di corsa, però è stato sufficiente per una prima impressione di questa grande metropoli asiatica. Se vuoi sapere qualcosa di più sulla giornata in questa città leggi l'articolo sul blog >>

Il 4 gennaio 2018 gennaio all’alba, abbiamo rimesso piede a casa, stanchi morti, ma contenti, dopo un viaggio che in totale era durato ben 28 giorni.

CONCLUSIONI VIAGGIO NEL QUEENSLAND

Questo viaggio in Australia per me è stato contrassegnato da alti e bassi, ad un certo punto confesso che desideravo addirittura tornare a casa. Non che la meta non mi sia piaciuta, tutt’altro; quello che mi è stato poco congeniale è stata l’organizzazione del viaggio stesso. Il doverci spostare ogni 2 o 3 giorni, percorrere tutti questi chilometri in auto, senza molta possibilità di improvvisare, è stato molto stancante, e avevo sempre l’impressione di aver visto tutto di sfuggita, forse avevo anche un po’ sopravvalutato le nostre forze. Allo stesso modo, il viaggio per raggiungere il Queensland è interminabile, nonostante le comodità della Business class.

Quello che ci è piaciuto di più in assoluto è stato riuscire a seguire il nostro "filo conduttore", osservare gli animali nel loro habitat naturale, che ci ha aiutato a mantenere la giusta direzione in mezzo ad una miriade di cose possibili da fare e da vedere.

Abbiamo potuto osservare quasi tutti gli animali che speravamo di incontrare. Anche le aspettative disattese nei confronti di un viaggio che avesse anche un aspetto di vacanza al mare, alla fine non sono state questa tragedia. Chi mi conosce sa quanto per me sia importante l'aspetto "marittimo" di un viaggio, ma ci siamo adeguati ed abbiamo compreso che questa era proprio la sua caratteristica speciale, di questo viaggio: incontrare una natura unica e straordinaria, a volte dall'aspetto ostile ed inquietante.

Inoltre il viaggio nel Queensland ci ha permesso di entrare in contatto con un modo di vivere nella quotidianità completamente diverso dal nostro, segnato da grandissimi spazi da attraversare, incontri con persone che vivono a volte in luoghi remoti e molto isolate, dall'osservare la curiosa convivenza con animali per noi stranissimi, alcuni molto pericolosi, e ferree regole da rispettare per qualsiasi cosa, anche per motivi che sul momento a noi sembravano assurdi.

E' stato un viaggio completamente diverso ed unico rispetto a qualsiasi altro che avessimo fatto finora, ma in pratica Ce ne siamo resi conto soltanto in un secondo tempo, ripensandoci dopo qualche mese

Non sappiamo se torneremo mai in Australia, a distanza di tempo la voglia ci sarebbe ma i problemi logistici (ed il denaro necessario per andarci) ora sappiamo che non sono pochi, e forse ci organizzeremmo in maniera diversa. Chi lo sa! Intanto siamo contenti di esserci stati e di aver vissuto un mese di viaggio straordinario, il più lungo in assoluto in termini di tempo che avessimo mai fatto.


Per approfondire i singoli argomenti, informazioni su come organizzare, leggi anche i dettagliati articoli sul blog:

Australia: informazioni su come orgnaizzare un viaggio indipendente >>

Itinerario in auto da Cairns a Brisbane nel Queensland: costi, organizzazione, consigli di viaggio >>

Animali del Queensland: dove vederli in natura nel loro habitat >>

Cairns, cosa vedere in città e dintorni, escursioni nel nord del Queensland >>

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Grande Barriera Corallina: come scegliere il miglior tour in barca da Cairns ed altre località >>

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Le spiagge ed il mare del Queensland >>


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